Qualche giorno fa mi è stato spiegato da un funzionario che la Regione Emilia Romagna ha intimato alle province di non procedere più alla distribuzione di materiali per la prevenzione dei danni da fauna alle colture agricole in aree protette.
Cioè, mentre fino ad ora un agricoltore poteva far richiesta di reti o recinti elettrificati per difendere dalle scorribande dei cinghiali il proprio grano, seminato in un terreno ricadente all'interno di un'area a divieto di caccia, ora non più. La provincia non fornirà più i materiali.
Prima - se li aveva a disposizione - si.
La motivazione di questo cambio di orientamento risiederebbe in una procedura di infrazione comunitaria avviata dalla UE nei confronti della Regione Marche, che, appunto, distribuiva materiali di prevenzione. Si configurerebbe come aiuto di stato. VIETATISSIMO!!!
Una forma di ultraliberismo che, come tutte le forme di ultraliberismo, va a colpire i piccoli produttori delle aree marginali. Che, evidentemente, non hanno diritto di esistenza in questo perverso sistema economico.
Mi si dirà che il divieto colpisce tutti.
Certo! Ma vuoi mettere la grande azienda che può permettersi di spendere decine di migliaia di euro per fare i recinti a confronto di un piccolo contadino che, quando va bene, incassa un migliaio di euro al mese?
E, piccolo ma non trascurabile particolare, le grandi aziende, di solito, non si trovano nelle aree marginali di montagna, quelle più colpite dai danni da fauna.
Nel mio podere, ad esempio, io non posso assolutamente permettermi di comprare i 2 km di rete necessaria. Figuriamoci i pali (ne servirebbero, minimo, 800). La cifra complessiva supererebbe di gran lunga, non dico il guadagno, ma anche l'incasso di una intera annata agraria.
Ecco, di nuovo, la scelta di mettere tutti sullo stesso piano, in realtà, si configura come una spintarella a favore di chi sta già meglio. Questa sì una distorsione della concorrenza. O no?
Perché è vero che il PSR contiene una azione per la prevenzione, ma, come per le altre misure, ora che ti liquidano il finanziamento, ti sei già mangiato tutto con le banche a cui hai chiesto il prestito per coprire le spese, visto che per liquidare la regione chiede le fatture quietanzate.
Forse, qualcuno dovrebbe spiegare alla UE che, in Italia, la fauna selvatica è considerata patrimonio indivisibile dello Stato e non, come da altre parti avviene, proprietà del conduttore del terreno su cui si trova. Piccola, ma sostanziale, differenza.
Dirò di più. Siccome ci pieghiamo a queste letture distorte della realtà senza colpo ferire, ho come il sospetto che il prossimo passaggio sarà l'obbligo a ricorrere alle assicurazioni private per il risarcimento dei danni.
Vedremo... anche se: "a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende (cit.)".
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